Ristoranti di lusso a Milano: le prelibatezze della capitale Meneghina

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Siamo andati alla scoperta di quei ristoranti di lusso dove più che il semplice cibo, è l’esperienza a contare davvero. Immergiti nella Milano culinaria contornata dallo sfarzo e da piatti unici.


Ristorante Cracco

Chiunque visiti Milano passa almeno una volta in Galleria Vittorio Emanuele, ed è proprio qui, in una location fantastica nel cuore di Milano, che si trova il Ristorante Cracco. L’ambiente sobrio ed elegante è diviso, in base ai piani, in diversi ambienti:

-          Partendo dal basso troviamo la cantina, ricca di vini selezionati, principalmente italiani e francesi. Colui che vi accompagnerà nel viaggio tra i calici è il sommelier Alex Bartoli.

-          Al piano terra il Cafè. Potrete assaggiare brioches, praline e cioccolatini, oppure accomodarvi tra i mosaici e le pareti dipinte a mano, per un aperitivo o un pranzo/cena informale.

-          Il ristorante al primo piano. Il re indiscusso degli ambienti che formano il regno di Cracco, chiaramente a capo della brigata con a suo fianco il sous chef Luca Sacchi.

-          Al secondo piano la Sala G. Mengoni, riservata ad eventi esclusivi e privati.

-          Ad un soffio dal cielo, all’ultimo piano, si trova il luogo dove prendono vita le dolci creazioni del pasticciere Marco Pedron: il laboratorio. 

Per allietare il proprio palato, si potrà scegliere tra il menù degustazione, oppure la selezione dei singoli piatti alla carta. In entrambi i casi troverai un mix di tradizione ed innovazione che contraddistinguono la cucina di Cracco. Alcuni dei piatti:

-          Cervo scottato in insalata, polenta bianca, radicchio e topinambur (euro 46)

-          Riso mantecato allo zafferano, midollo alla piastra e ragù di fegatini (euro 42)

-          Zuppa di pesce in crosta (euro 58)

-          Crocchetta di cioccolato gianduia, chiotto al Maraschino e caviale (euro 50)

-          Menù Degustazione (euro 190)


Yazawa

Yazawa ci porta dal Giappone quello che da molti è chiamo il cibo degli Dei: la carne Wagyu. Alla scoperta dell’umami, il quinto gusto secondo i giapponesi, esplora la concezione nipponica del bbq fatta con la carne scelta ed accuratamente selezionata dallo chef Tsuyoshi Noikura. Wagyu è il termine che corrisponde ad un determinato tipo di bestiame giapponese da cui si ricava carne intensamente marmorizzata, cioè ad alto contenuto di tessuto grasso. Da Yazawa il re indiscusso del menù è certamente questo taglio di carne, importato direttamente dal Giappone. Ma direttamente dal Sol Levante arrivano anche le griglie incastonate nei tavoli del ristorante, che serviranno per la cottura delle prelibate fettine: perché sarai tu stesso a cuocere la carne, per non più di 3 secondi “ichi(1)… ni(2)… san(3)”. Il viaggio alla caccia dell’umami si può articolare scegliendo dei piatti singoli dal menù o scegliendo uno dei menù degustazione. L’esperienza culinaria si struttura per lo più in questo modo:

-          Tre/cinque tipi di antipasti per iniziare; a scelta in uno dei menù degustazione si possono abbinare alcuni tipi di sake, che si distinguono in base a gusto e zona di provenienza.

-          Portata principale, la grigliata di Wagyu: le fettine di carne si distinguono in base al grado di marmorizzazione.

-          Si continua con una portata a base di carboidrati, che può spaziare, in base al menù, dal riso agli udon.

-          La fine è piacevole quanto tutto il resto, i dessert leggermente occidentalizzati variano dal gelato al macha al sorbetto di sudachi.

I prezzi dei menù degustazione vanno dai 60 ai 140 euro, effettivamente il cibo degli Dei non poteva essere da meno.


Contraste

Contraste, un nome una garanzia. Lo chef Matias Perdomo ha deciso di rendere il suo ristorante, uno di quei posti in cui si viene trascinati in una dimensione parallela. Partendo dalla location elegantemente minimal, la mise en place quasi assente, l’ambiente che sembra più una casa che la sala di un ristorante. Ci troviamo non lontano dai Navigli, in via Meda. Questo è il caso in cui il cibo rappresenta innovazione, la ricerca e la rivisitazione di alcuni piatti rende questa esperienza culinaria unica. Ma non solo cibo, da Contraste la carta dei vini offre una vastissima scelta. Hai presente il momento in cui ti siedi al tavolo e scegli cosa mangerai?! Ecco, non qui. Al Contraste ci sono due possibilità:

-          Menù degustazione a 6 portate

-          Menù ‘Specchio’, 10 portate preparate a mano libera dallo chef, è possibile segnalare cosa non si vuole mangiare. Il cibo si rispecchia nel commensale, che avrà un menù dedicato.

La prima variante ha un costo di 100 euro, la seconda 140. I piatti presenti nei due menù hanno bisogno di essere guardati prima che mangiati, le presentazioni sono originali ed autentiche. Un pasto che inizia dalla vista e coinvolge il gusto in un viaggio attraverso contrasti culinari.


Joia

Joia è il posto in cui Pietro Leemann, lo chef stellato, dà vita al miglior menù vegetariano della capitale meneghina. Per chi non ama la carne ma desidera fare un viaggio nei sapori che ci vengono regalati direttamente da madre terra, questo ristorante è una tappa quasi obbligatoria. Ci troviamo in zona Lazzaretto, in via Panfilo Castaldi. Se il tuo rapporto con le verdure resta a quando la mamma ti obbligava a mangiarle, Joia cambierà il tuo modo di vedere questo tipo di cucina. Gli abbinamenti particolari, la ricerca attenta della materia prima e la creatività rendono il menù unico nel suo genere. Quest’ultimo è completamente vegetariano, con sporadica presenza di latticini e per alcuni piatti vegano. Ad ogni stagione il proprio menù, questo uno dei motti del ristorante. La cornice per un pasto da Joia è una location sobria ed elegante, mise en place minimal, dettagli colorati che perfettamente si intersecano con la filosofia del ristorante.

“La mia cucina vuole essere una passeggiata leggera in un paesaggio fantastico.’’  dice Leemann.

Addentriamoci allora in alcune delle portate:

-          Il volto della Natura Pensando a Escher, tuberi tiepidi con le patate di Federica Baj, altre gustose radici, cuore di cannellini e wasabi, i nostri grissini al sesamo e tzatziki di sedano verde (euro 29)

-          L’ombelico del mondo Risotto alla siciliana, con arance e pistacchi, sentore di finocchietto, pesto di cime di rapa, topinambur e riso nero ben arrostiti (euro 30)

-          C’era una volta un Re Tortino di lenticchie rosse e verdure, corona di patate, ballotine di radicchio tardivo, salsa di mandarino, umami di giovani rape e vino (euro 38)

-          Dulcis in fundo Tortino fondente di cioccolato, mosaico di frutta invernale, sorbetto di pistacchi al sale di Bretagna (euro 20)

Oltre alla scelta di piatti alla carta, è possibile vivere la leggera passeggiata di Leeman attraverso i tre menù degustazione:

-          Zenith (euro 130)

-          L’enfasi della natura (euro 110)

-          La scoperta (euro 90)

Non solo ristorante. Joia Bistrot, per un pasto più alla mano e alla portata di tutti, e Joia Academy, la scuola per chi vuole seguire le orme del re della cucina vegetariana in Italia.


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