Dai Navigli a Sant’Ambrogio

“La maggior parte della gente è convinta che Piazza Duomo sia sempre stata il centro di Milano. Non è così, figuratevi, la piazza è stata costruita solo con l’Unità d’Italia… il vero centro originario di Milano, di Mediolanum, è qua!”. Questo è quanto ci dice, allargando le braccia per indicare il “qua”, una guida di Milan in Tour che abbiamo incrociato in Corso Magenta. Ci troviamo effettivamente nel luogo dove i romani, dal 222 a.C, cominciarono a posare le prime pietre per la costruzione di vie, torri e palazzi di quella che sarebbe stata, fino al 402 d.C, la capitale dell’Impero Romano d’Occidente. 

Nel 379 d.C. il poeta Asuonio, contemporaneo di Sant’Ambrogio, scrisse: “A Milano, tutto è meraviglioso. Vi è abbondanza di ogni cosa, palazzi innumerevoli e ben costruiti, grandi ingegni e gente che ride volentieri”. Purtroppo gran parte di questa bellezza e delle tracce lasciate dai romani è andata distrutta con la costruzione della moderna metropoli che si è sviluppata proprio sopra a quella antica. Ci fermiamo ad ascoltare le nozioni che la guida comunica al gruppetto di turisti arabi e scopriamo che ci sono alcuni posti nascosti dove è ancora possibile ritrovare alcune di queste tracce. Una che ci è piaciuta particolarmente è quella che testimonia la presenzia dell’anfiteatro, in via De Amicis 17. Serve molta fantasia per riuscire ad immaginarsi l’anfiteatro come era un tempo. Quello che è rimasto, infatti, non è che un parco con delle pietre bianche: si tratta delle fondamenta dell’anfiteatro, che aveva un muro esterno di una quarantina di metri articolato esattamente come il Colosseo. La gente che descrive il poeta Ausonio, quella che “ride volentieri”, popola ancora le viette di questo quartiere, dove il limite di velocità è di 30km/h e dove è più facile prendere una multa per divieto di accesso che incontrare la folla agitata di altre zone. Scoprite queste viette assieme a noi!

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Cose da fare

  • Se siete a Milano l’ultima domenica del mese, fate un salto al mercato dell’antiquariato sul Naviglio Pavese.

     

  • Fare serata, o in alternativa puntare la sveglia molto presto, e percorrere i navigli all’alba, facendo colazione al Forno dei Navigli (Alzaia Naviglio Pavese, 2) mentre guardate il sole sorgere e le strade popolarsi di persone.

     

  • Percorrere il nuovo viale alberato davanti a Sant’Ambrogio: sedetevi su una delle panchine e godetevi il silenzio (e la caccia alle zanzare).

     

Cose da evitare

  • Per nessuna ragione al mondo tuffarsi nei navigli. Non fatelo, nemmeno se siete ubriachi o avete perso una scommessa: ne uscireste con un terzo braccio e una coda!

     

  • Se avete una bici, non lasciatela parcheggiata per strada e portatela sempre in giro con voi. Altrimenti, rischierete di ritrovarla, assieme alle altre bici rubate, in Fiera di Sinigallia (che ha luogo ogni Sabato dalle 08.00 alle 18.00 sull’Alzaia Naviglio Grande all’angolo con Via Valenza).

     

Perchè piace al milanese

  • Perché si può vantare con gli amici romani dei resti della Milano imperiale.

     

  • Perchè, arrivato davanti ai Navigli, ancora confonde il Naviglio Pavese con il Naviglio Grande, ma ha deciso di rassegnarsi, non ricorrere a Google Maps e procedere alla spera in dio, sicuro che, tanto, entrambi non lo lasceranno insoddisfatto

     


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