L’Isola e Moscova

 Fonderia Napoleonica, dove campane e statue vedevano la luce

Era il 1830 quando Ermanno e Prospero Barigozzi presero in gestione la già esistente Fonderia dell’Eugenia e da allora fino alla sua chiusura è sempre rimasta in mano alla famiglia Barigozzi. Specializzata nella produzione di campane, la fonderia è un posto unico di Milano.

Entrate nel cortile e dirigetevi a sinistra. Il primo salone che vi si aprirà davanti è quello che precede la fossa di fusione, mentre al secondo piano c’è il forno maggiore con le pareti di bronzo e legno. L’ultimo dei Barigozzi ha ristrutturato tutto in maniera conservativa, non cambiando quindi lo stile originario del posto. “Come vedete le serrature sono rimaste le originali però!” scherza Valeria, la collaboratrice di Barigozzi aprendo a fatica una delle due piccole porte accanto al forno maggiore: una si apre su una stanzetta soprannominata la “stanza paradiso” perché contiene al suo interno i calchi in gesso di santi e martiri che venivano posti sulle campane come ornamenti; l’altra invece raccoglie delle fotografie della fonderia dall’inizio dell’attività fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1970.

Valeria ci ha svelato un piccolo aneddoto che ci ha lasciati a bocca aperta: “  Avete presente la statua di Vittorio Emanuele in Piazza Duomo? Certo che ce l’avete presente… ecco… è stata fatta qua!!”. La fonderia e i suoi spazi che sanno di gesso, cera e legno conservano una parte della storia di Milano: andate a visitarla ma chiamate prima per fissare un appuntamento così da non rischiare di trovarla deserta!

 




Era il 1830 quando Ermanno e Prospero Barigozzi presero in gestione la già esistente Fonderia dell’Eugenia e da allora fino alla sua chiusura è sempre rimasta in mano alla famiglia Barigozzi. Specializzata nella produzione di campane, la fonderia è un posto unico di Milano.

Entrate nel cortile e dirigetevi a sinistra. Il primo salone che vi si aprirà davanti è quello che precede la fossa di fusione, mentre al secondo piano c’è il forno maggiore con le pareti di bronzo e legno. L’ultimo dei Barigozzi ha ristrutturato tutto in maniera conservativa, non cambiando quindi lo stile originario del posto. “Come vedete le serrature sono rimaste le originali però!” scherza Valeria, la collaboratrice di Barigozzi aprendo a fatica una delle due piccole porte accanto al forno maggiore: una si apre su una stanzetta soprannominata la “stanza paradiso” perché contiene al suo interno i calchi in gesso di santi e martiri che venivano posti sulle campane come ornamenti; l’altra invece raccoglie delle fotografie della fonderia dall’inizio dell’attività fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1970.

Valeria ci ha svelato un piccolo aneddoto che ci ha lasciati a bocca aperta: “  Avete presente la statua di Vittorio Emanuele in Piazza Duomo? Certo che ce l’avete presente… ecco… è stata fatta qua!!”. La fonderia e i suoi spazi che sanno di gesso, cera e legno conservano una parte della storia di Milano: andate a visitarla ma chiamate prima per fissare un appuntamento così da non rischiare di trovarla deserta!

Era il 1830 quando Ermanno e Prospero Barigozzi presero in gestione la già esistente Fonderia dell’Eugenia e da allora fino alla sua chiusura è sempre rimasta in mano alla famiglia Barigozzi. Specializzata nella produzione di campane, la fonderia è un posto unico di Milano.

Entrate nel cortile e dirigetevi a sinistra. Il primo salone che vi si aprirà davanti è quello che precede la fossa di fusione, mentre al secondo piano c’è il forno maggiore con le pareti di bronzo e legno. L’ultimo dei Barigozzi ha ristrutturato tutto in maniera conservativa, non cambiando quindi lo stile originario del posto. “Come vedete le serrature sono rimaste le originali però!” scherza Valeria, la collaboratrice di Barigozzi aprendo a fatica una delle due piccole porte accanto al forno maggiore: una si apre su una stanzetta soprannominata la “stanza paradiso” perché contiene al suo interno i calchi in gesso di santi e martiri che venivano posti sulle campane come ornamenti; l’altra invece raccoglie delle fotografie della fonderia dall’inizio dell’attività fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1970.

Valeria ci ha svelato un piccolo aneddoto che ci ha lasciati a bocca aperta: “  Avete presente la statua di Vittorio Emanuele in Piazza Duomo? Certo che ce l’avete presente… ecco… è stata fatta qua!!”. La fonderia e i suoi spazi che sanno di gesso, cera e legno conservano una parte della storia di Milano: andate a visitarla ma chiamate prima per fissare un appuntamento così da non rischiare di trovarla deserta!


Via Thaon di Revel, 21 Milano
Chiamate per prenotare una visita!
3930552272     www.fonderianapoleonica.it
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