Dalla Statale a Porta Romana

Eravamo davanti all’Università Statale, fermi immobili ad osservare la gente che entrava e usciva dal portone principale, quando un ragazzo magro, con i capelli disordinati e un sorriso asimmetrico è venuto accanto a noi. “Bella, eh?” ci ha detto indicando la facciata della Statale. Noi non abbiamo potuto fare nient’altro che annuire e chiedergli se fosse anche lui uno studente. “Sì, studio storia. E voi che ci fate qua?”. Quando gli abbiamo risposto, gli si sono illuminati gli occhi, ha guardato l’orologio e, dopo un “massì questa lezione la salto, tanto non è importante”, ci ha accompagnati in giro per il quartiere deliziandoci con notizie storiche. Innanzitutto, siamo andati in piazza Missori e abbiamo attraversato tutto Corso di Porta Romana fino al teatro Carcano. Questa strada un tempo era affiancata da portici con archi a tutto sesto larghi più di 6 metri: un’immensa via porticata che serviva ad accogliere coloro che arrivavano da Roma e lasciarli a bocca aperta… “Insomma, la rivalità fra Roma e Milano era già presente ai tempi dell’ imperatore Graziano!”.

Arrivati in Crocetta, abbiamo preso Via Lamarmora e abbiamo continuato la nostra passeggiata. Muoversi per le vie di questo quartiere è rilassante: nonostante ci si trovi a due minuti dal Duomo, infatti, il via vai della gente è più sommesso e l’enorme quantità di palazzi con le loro eleganti facciate e porte rendono la passeggiata ancora più piacevole. I palazzi sono abitati da famiglie (date un’occhiata alle finestre del primo piano e provate una profonda invidia per le loro vite) ma sono anche sede di importanti atelier di moda, come ad esempio Prada in Via Spartaco. Il ragazzo magro ci ha portati fino in Piazza Cinque Giornate: “Mi innervosisco sempre quando viene detto che l’Italia non ha avuto insurrezioni o rivoluzioni come la Francia o la Russia. Questa piazza dimostra l’esatto contrario! Qua i milanesi si sono battuti per cinque giorni di seguito, riuscendosi a liberare dal dominio austriaco… vi pare poco?!”. L’entusiasmo di uno degli ultimi patrioti italiani ci ha messo di buon umore e abbiamo continuato a girare per la zona allegramente.

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Cose da fare

  • Concedersi una giornata di relax alle Terme di Milano. Non perdetevi il giardino circondato dalle mura spagnole: un tuffo (letterale) nel passato!

     

  • Entrare nell’Università Statale, dirigersi verso il chiostro centrale e assistere al salto della siepe, il rituale che ogni neo laureato è tenuto a compiere.

     

  • Sedersi per un attimo nel Giardino IX Novembre, guardarsi attorno e meravigliarsi di essere circondati dalle mura spagnole.

     

Cose da evitare

  • Evitate di entrare nella Torre Velasca, la parte interessante è la sua forma a fungo visibile dall’esterno: gli architetti hanno scelto questa forma per renderla somigliante ai torrioni medievali (e non a quelli rinascimentali più squadrati), integrandola con gli edifici del centro storico di Milano.

     

  • Non passate davanti al tribunale volgendo lo sguardo solamente alla vostra destra, rapiti dalla sua architettura imponente. Guardate verso sinistra e noterete una piccola chiesa nascosta dagli alberi e quasi sconosciuta: è la chiesa di San Pietro in Gessate, che conserva le bellissime cappelle affrescate da Montorfano e la meravigliosa cappella Grifi.

     

Perchè piace al milanese

  • Perché è una zona vicina al centro ma non troppo: allungando il collo può vedere la Madonnina ma se ci si sposta di qualche metro la sua silhouette dorata si perde fra i tetti dei palazzi.

     

  • Perché può avvistare facilmente resti di mura spagnole e romane e ne può andare fiero esclamando frasi tipo “T’è vist che roba?”.

     

  • Perché può passeggiare con il naso all’insù per via Larga, viale Monte Nero e via Francesco Sforza ammirando i loro bellissimi palazzi e, se è fortunato e la porta è aperta, intrufolarsi in uno dei cortili.

     

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